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Problemi & rimedi

Migrazione e rigetto: quando il corpo spinge fuori il gioiello

5 min di lettura · Sopracciglio, ombelico, superficiali, nape

Cos'è la migrazione

La migrazione è il processo con cui il tessuto, riconoscendo il gioiello come un corpo estraneo che non può inglobare, lo spinge lentamente verso la superficie. Il foro d'entrata e quello d'uscita si avvicinano nel tempo, la pelle sopra si assottiglia, il gioiello diventa sempre più visibile.

Se non si interviene, il gioiello può arrivare a uscire da solo, lasciando una cicatrice lineare al posto del foro.

I piercing più a rischio

I piercing superficiali (sopracciglio, nape, quelli che attraversano piani di pelle sottile) sono i più esposti per definizione: la pelle sopra il gioiello è poca e il movimento quotidiano tira continuamente sul foro.

L'ombelico è un caso a parte: dipende molto dall'anatomia. Un ombelico con un buon "cappuccio" superiore ha ottime probabilità di guarigione stabile. Un ombelico piatto o poco pronunciato è a rischio migrazione anche a distanza di anni.

Cartilagine e lobo, se ben eseguiti, non migrano quasi mai.

Come accorgersene

I segnali sono progressivi: la pelle sopra il gioiello diventa più chiara, quasi trasparente. Il gioiello si vede sempre di più, i due fori si avvicinano tra loro, a volte compare un rossore persistente che non passa con nessun aftercare.

Se noti questi segnali, passa in studio prima possibile. A volte cambiando il gioiello con uno di forma diversa (da barbell dritto a curved, o viceversa) o di materiale diverso si può fermare il processo.

Quando togliere

Se la pelle sopra il gioiello è ridotta a meno di 2-3 millimetri, meglio rimuoverlo consapevolmente: la cicatrice sarà molto più piccola e ordinata rispetto a lasciarlo uscire da solo.

Rimuovere in tempo non è una sconfitta: è la scelta che protegge la pelle per un'eventuale ripetizione futura, magari in una posizione o con un gioiello diversi.