Orecchio
L'Helix
10 min di lettura · Guarigione tipica 6 – 12 mesi
Il piercing più richiesto della cartilagine
L'Helix è uno dei piercing alla cartilagine più richiesti in assoluto. Elegante, versatile e adatto praticamente a tutti, è spesso il primo passo per chi vuole iniziare a personalizzare l'orecchio oltre al classico foro al lobo.
Ma proprio perché è così diffuso, viene spesso sottovalutato. Molte persone pensano che sia un piercing semplice, quando in realtà richiede alcune attenzioni particolari, soprattutto durante la guarigione.
Anatomia e tempi di guarigione
L'Helix viene realizzato nella parte esterna superiore dell'orecchio, attraversando la cartilagine. A differenza del lobo, la cartilagine è un tessuto molto meno vascolarizzato: riceve meno sangue e, di conseguenza, guarisce più lentamente.
Per questo motivo i tempi di guarigione sono decisamente più lunghi rispetto a quelli di un foro al lobo. In media si parla di sei-otto mesi, ma in alcune persone possono essere necessari anche nove o dodici mesi per una guarigione completa. Questo non significa che farà male per tutto quel tempo, ma semplicemente che il tessuto continuerà a maturare anche quando sembrerà ormai guarito.
"Fa male?"
Una delle domande che ricevo più spesso è: 'Fa male?' La risposta è che il dolore è molto soggettivo. Generalmente viene percepito come un pizzico intenso che dura pochissimi secondi. Molti clienti, una volta terminato il piercing, mi dicono: 'Pensavo molto peggio.'
La vera sfida dell'Helix, infatti, non è il momento del piercing, ma il periodo successivo.
La vera sfida: i traumi quotidiani
Essendo posizionato sul bordo dell'orecchio, è continuamente esposto a piccoli traumi quotidiani. Basta infilarsi una maglietta con un po' di fretta, pettinarsi, mettere gli occhiali, indossare una cuffia, un casco o usare il telefono appoggiandolo sempre sullo stesso lato per irritarlo.
E poi c'è il problema numero uno: dormire. Se dormite abitualmente sul lato del piercing, la pressione esercitata per diverse ore ogni notte può rallentare moltissimo la guarigione. In alcuni casi può addirittura causare gonfiori persistenti o la comparsa delle famose 'bollicine', quei piccoli rigonfiamenti che spesso vengono chiamati impropriamente cheloidi.
In realtà, nella maggior parte dei casi non si tratta di veri cheloidi. Sono semplicemente irritazioni provocate da continui microtraumi o da una pressione eccessiva sul piercing. La buona notizia è che, eliminando la causa e seguendo le corrette indicazioni, nella maggior parte dei casi tendono a risolversi.
Esecuzione professionale: ago sì, pistola no
Un Helix professionale viene realizzato esclusivamente con ago sterile monouso. Purtroppo capita ancora di vedere Helix eseguiti con la pistola, ma è una pratica assolutamente sconsigliata. La pistola esercita una forte pressione sulla cartilagine, aumentando il trauma ai tessuti e rendendo la guarigione molto più difficile. La cartilagine non si comporta come il lobo e deve essere trattata con molta più delicatezza.
Il gioiello iniziale: titanio e labret piatto
Anche il gioiello iniziale ha un ruolo fondamentale. Il materiale migliore è il titanio implant grade ASTM F136. È estremamente leggero, biocompatibile e completamente privo di nichel. Questo riduce al minimo il rischio di allergie e favorisce una guarigione più tranquilla.
Per il primo periodo preferisco utilizzare un labret con fondo piatto. È stabile, comodo e riduce gli sfregamenti rispetto ad altri tipi di gioiello. Inoltre viene lasciato leggermente più lungo per permettere all'orecchio di gonfiarsi nei primi giorni senza creare compressione.
Il gonfiore iniziale e il downsizing
Nei primi giorni è assolutamente normale che il piercing si gonfi leggermente. Il corpo sta semplicemente reagendo a una piccola ferita e avviando il processo di guarigione. Per questo motivo il gioiello iniziale non deve essere troppo corto.
Dopo alcune settimane, quando il gonfiore è completamente scomparso, può essere consigliato effettuare un downsizing, cioè sostituire il gioiello con uno della misura corretta. Questo piccolo accorgimento rende il piercing più stabile, diminuisce il rischio che si impigli e favorisce una guarigione migliore.
La regola d'oro: meno si tocca, meglio è
Per quanto riguarda la pulizia, la regola è molto semplice: meno si tocca, meglio è. Le mani sono la principale fonte di contaminazione e ogni volta che si muove inutilmente il gioiello si rischia di irritare il canale che sta guarendo. Non bisogna ruotarlo, non bisogna continuare a controllarlo davanti allo specchio e non bisogna cambiare continuamente il gioiello perché 'oggi mi va questo'.
Quando cambiare il gioiello
Un'altra domanda frequente è: 'Quando posso cambiare il gioiello?' La risposta è: quando il piercing è davvero guarito oppure quando è il piercer a consigliarlo, come nel caso del downsizing. Cambiarlo troppo presto può causare irritazioni e rallentare notevolmente la guarigione.
Estetica e versatilità
Dal punto di vista estetico, l'Helix è uno dei piercing più versatili. Si può portare con un punto luce molto discreto, con una pallina, con una gemma colorata oppure, una volta guarito, con un piccolo anello. Inoltre può essere realizzato singolo, doppio o triplo, creando composizioni davvero personalizzate.
Il mio consiglio è sempre quello di pensare all'orecchio nel suo insieme. Ogni piercing dovrebbe valorizzare l'anatomia della persona, rispettare gli spazi e creare un equilibrio armonioso. Non esiste un orecchio uguale a un altro, e proprio per questo ogni progetto dovrebbe essere studiato su misura.
Pazienza, qualità e un risultato per tutta la vita
L'Helix è un piercing bellissimo, ma richiede pazienza. Se viene eseguito correttamente, con materiali di qualità, rispettando i tempi di guarigione e seguendo le giuste indicazioni, vi regalerà un risultato che potrà accompagnarvi per tutta la vita.
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