Orecchio
Il piercing al lobo
7 min di lettura · Guarigione tipica 2 – 3 mesi
Il lobo, il piercing più sottovalutato
Il piercing al lobo è probabilmente il piercing più famoso al mondo. Quasi tutti ne hanno almeno uno, e proprio per questo viene spesso considerato banale. In realtà, dietro a un foro al lobo fatto bene ci sono tecnica, igiene, materiali di qualità e una corretta guarigione.
La prima cosa da sapere è che il lobo è composto da tessuto morbido, senza cartilagine. Questo significa che, rispetto a molti altri piercing, tende a guarire più facilmente e con meno fastidi. Naturalmente questo vale se il piercing viene eseguito nel modo corretto.
Perché la pistola non va usata
Uno degli errori più diffusi è pensare che un foro al lobo possa essere fatto ovunque, magari in gioielleria o in farmacia, con la classica pistola. In realtà la pistola non dovrebbe essere utilizzata per eseguire piercing.
Il motivo è molto semplice: la pistola non taglia il tessuto, ma lo lacera. Il gioiello viene letteralmente spinto attraverso la pelle con una forte pressione, provocando un trauma maggiore rispetto a un ago sterile monouso. Inoltre, la maggior parte delle pistole non può essere sterilizzata completamente, perché contiene componenti in plastica che non possono essere inseriti in autoclave. Per questo motivo il rischio di contaminazione è decisamente superiore.
In uno studio professionale, invece, il piercing al lobo viene eseguito con un ago sterile monouso. L'ago crea un passaggio preciso e pulito, riducendo il trauma ai tessuti e favorendo una guarigione migliore. Tutto il materiale viene preparato in modo sterile e ogni strumento riutilizzabile viene sterilizzato in autoclave.
Il gioiello iniziale: perché il titanio
Anche il gioiello iniziale è fondamentale. Il materiale migliore è il titanio implant grade ASTM F136. È leggerissimo, completamente privo di nichel e viene utilizzato anche in ambito medico per gli impianti chirurgici. Proprio perché è altamente biocompatibile, riduce al minimo il rischio di allergie e irritazioni.
Molte persone credono di essere allergiche ai piercing, ma nella maggior parte dei casi il problema non è il piercing in sé: è il materiale del gioiello. Acciai di scarsa qualità, leghe economiche o gioielli placcati possono creare irritazioni, arrossamenti e infiammazioni che spesso vengono scambiate per infezioni.
La guarigione, giorno per giorno
Un piercing al lobo richiede mediamente dai due ai tre mesi per guarire completamente, anche se ogni persona ha tempi diversi. Durante questo periodo è importante non cambiare il gioiello troppo presto, non toccarlo continuamente con le mani e pulirlo seguendo le indicazioni del piercer.
Un altro errore molto frequente è quello di ruotare il gioiello ogni giorno. Per anni è stato consigliato di farlo, ma oggi sappiamo che è una pratica sbagliata. Ogni volta che il gioiello viene girato si rischia di rompere il tessuto che sta cicatrizzando, rallentando la guarigione e aumentando l'irritazione.
È normale che nei primi giorni il foro possa essere leggermente arrossato o sensibile. Può anche comparire una piccola quantità di linfa trasparente o giallo chiaro: è una normale secrezione della guarigione e non deve essere confusa con il pus.
Durante il periodo di guarigione bisogna fare attenzione anche a piccoli gesti quotidiani. I capelli possono impigliarsi nel gioiello, gli asciugamani possono tirarlo accidentalmente e perfino una telefonata o il casco della moto possono creare continue micro-irritazioni. Sono dettagli che sembrano banali, ma fanno davvero la differenza.
Quando cambiare il primo gioiello
Molti mi chiedono quando sia possibile sostituire il primo gioiello. La risposta è semplice: solo quando il piercing è realmente guarito. Cambiarlo troppo presto può provocare irritazioni, restringimenti del foro o addirittura la sua chiusura.
"Fa male?"
C'è poi una domanda che ricevo molto spesso: "Fa male?" In realtà il piercing al lobo è uno dei meno dolorosi. Ovviamente il dolore è soggettivo, ma nella maggior parte dei casi si avverte un piccolo pizzico che dura meno di un secondo. Molto spesso è l'ansia prima del piercing a essere più intensa del piercing stesso.
La posizione conta
Anche la posizione del foro è importante. Un buon piercer non guarda soltanto il centro del lobo, ma valuta la forma dell'orecchio, lo spessore del tessuto e il tipo di gioielli che la persona potrebbe voler indossare in futuro. Un foro posizionato correttamente sarà più armonioso, più comodo e durerà meglio negli anni.
Scegli il professionista, non il prezzo
Un consiglio che vale sempre: scegliete il professionista, non il prezzo. Un piercing fatto bene dura tutta la vita. Uno fatto male può lasciare cicatrici, creare problemi di guarigione o costringere a rifarlo.
Il piercing al lobo può sembrare il più semplice di tutti, ma proprio perché è il più richiesto merita di essere eseguito con la stessa attenzione, la stessa professionalità e gli stessi standard di sterilità che utilizziamo per qualsiasi altro piercing. È il primo passo nel mondo dei piercing, e partire con il piede giusto fa davvero la differenza.
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