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Orecchio

Il Daith

9 min di lettura · Guarigione tipica 6 – 12 mesi

Il Daith e il mito dell'emicrania

Il Daith è uno dei piercing all'orecchio più particolari e affascinanti. Si trova nella piega di cartilagine più interna dell'orecchio e, proprio per la sua posizione, è uno dei piercing che incuriosisce di più. Negli ultimi anni è diventato molto famoso anche per un motivo ben preciso: molte persone credono che possa curare l'emicrania.

Ad oggi non esistono prove scientifiche che dimostrino che il Daith sia un trattamento efficace contro l'emicrania o il mal di testa cronico. Alcune persone raccontano di aver avuto benefici dopo averlo fatto, altre invece non hanno notato alcun cambiamento. È possibile che in alcuni casi entri in gioco l'effetto placebo o semplicemente una coincidenza, ma il Daith non può essere considerato una terapia medica.

Per questo motivo io consiglio sempre di scegliere questo piercing perché vi piace dal punto di vista estetico, non con l'aspettativa di risolvere un problema di salute.

"Fa male?"

Una delle domande che ricevo più spesso è: 'Fa male?' Come sempre il dolore è soggettivo. Essendo un piercing che attraversa una cartilagine abbastanza spessa, il fastidio può essere leggermente superiore rispetto a quello di un lobo, ma dura comunque pochissimi secondi. La maggior parte delle persone, una volta terminato, mi dice che se lo immaginava molto peggio.

Ago sterile e titanio implant grade

Il Daith viene eseguito esclusivamente con un ago sterile monouso e utilizzando strumenti completamente sterilizzati. Anche il gioiello iniziale è fondamentale: il materiale che consiglio è sempre il titanio implant grade ASTM F136, perché è biocompatibile, privo di nichel e favorisce una guarigione più tranquilla.

Anatomia: non tutte le orecchie sono adatte

Non tutte le orecchie, però, sono adatte a questo piercing. La piega di cartilagine deve avere uno spessore e una forma che permettano di eseguire il piercing in sicurezza. Se l'anatomia non è favorevole, un professionista serio dovrebbe spiegarlo chiaramente e, se necessario, sconsigliare il piercing. Non tutti i piercing possono essere realizzati su tutti, ed è proprio questo che distingue un lavoro personalizzato da uno eseguito senza valutazione.

Tempi di guarigione

Per quanto riguarda la guarigione, il Daith richiede pazienza. Generalmente servono dai sei ai nove mesi, anche se in alcune persone può volerci anche un anno. La cartilagine guarisce lentamente e ha bisogno di essere disturbata il meno possibile.

La buona notizia è che, essendo posizionato all'interno dell'orecchio, il Daith è meno esposto agli urti rispetto, ad esempio, a un Helix. È più difficile impigliarlo nei capelli o urtarlo mentre ci si veste.

Questo però non significa che sia impossibile irritarlo. Anche dormire sempre sul lato del piercing, usare auricolari molto grandi o infilare continuamente le dita nell'orecchio può rallentare la guarigione.

Auricolari e traumi quotidiani

Una delle domande che mi fanno spesso è: 'Posso usare gli auricolari?' Dipende dal tipo di auricolare e dall'anatomia dell'orecchio. Nei primi tempi è spesso consigliabile evitarli sul lato del piercing oppure utilizzarli con molta attenzione, perché potrebbero esercitare pressione sul gioiello.

La regola d'oro: meno si tocca, meglio è

Anche per il Daith vale la regola che ripeto sempre: meno si tocca, meglio è. Non bisogna girare il gioiello, non bisogna continuare a controllarlo davanti allo specchio e non bisogna cercare di sistemarlo con le mani. Ogni movimento inutile può irritare il canale del piercing e rallentare la guarigione.

Nei primi giorni è normale osservare un leggero gonfiore oppure la comparsa di una piccola quantità di linfa trasparente o giallo chiaro. Fa parte del normale processo di guarigione e non deve essere confusa con un'infezione.

Gioielli finali

Quando il piercing sarà completamente guarito, si potranno scegliere diversi tipi di gioielli. Molti preferiscono un anello semplice e minimale, altri optano per modelli decorati con pietre o dettagli più elaborati. La scelta dipende dai gusti personali e dalla forma dell'orecchio.

Un dettaglio elegante e discreto

Una cosa che mi piace ricordare è che il Daith non è un piercing che si nota immediatamente. È un dettaglio elegante, che spesso viene scoperto solo osservando l'orecchio da vicino. Proprio questa discrezione è uno dei motivi per cui tante persone lo scelgono.

Il consiglio finale

Il consiglio finale è quello di affidarsi sempre a un professionista che valuti attentamente la vostra anatomia, utilizzi materiali certificati e vi segua anche dopo il piercing. Un Daith eseguito correttamente, con il gioiello giusto e la giusta pazienza durante la guarigione, può regalarvi un risultato bellissimo per molti anni.

E ricordate sempre una cosa: il Daith è un piercing, non una terapia. Sceglietelo perché vi piace, perché valorizza il vostro orecchio e perché avete voglia di indossare qualcosa che vi rappresenti. Se poi qualcuno vi dirà che gli ha cambiato la vita con l'emicrania, ascoltate la sua esperienza personale, ma sappiate che, ad oggi, la scienza non conferma questa relazione.