SPEDIZIONE GRATUITA IN ITALIA DA 70€ · −10% SUL PRIMO ACQUISTO
← Tutte le guide

Orecchio

Il Rook

9 min di lettura · Guarigione tipica 6 – 12 mesi

Il Rook: elegante e particolare

Il Rook è uno dei piercing alla cartilagine più particolari e affascinanti dell'orecchio. Si trova nella piega di cartilagine interna, appena sopra il Daith, ed è una scelta perfetta per chi desidera un piercing elegante, originale e meno comune rispetto ai classici Helix o Conch.

L'anatomia: non tutti possono farlo

La prima cosa da sapere è che il Rook non può essere realizzato su tutti. Questo piercing dipende completamente dall'anatomia dell'orecchio. La piega di cartilagine deve essere sufficientemente pronunciata e avere lo spessore corretto per poter ospitare il gioiello in sicurezza. Alcune persone hanno un'anatomia perfetta per questo piercing, mentre altre purtroppo no.

Quando un piercer vi dice che il vostro orecchio non è adatto, non vi sta negando un piercing. Al contrario, sta facendo il suo lavoro nel modo più professionale possibile, perché un piercing eseguito su un'anatomia non idonea rischia di non guarire correttamente, di migrare oppure di creare problemi nel tempo.

"Fa male?"

Una delle domande che mi viene fatta più spesso è: 'Fa male?' Come per qualsiasi altro piercing, il dolore è molto soggettivo. Il Rook attraversa una cartilagine abbastanza compatta e alcune persone lo percepiscono come leggermente più intenso rispetto ad altri piercing all'orecchio. In ogni caso, il fastidio dura solo pochi secondi e termina quasi immediatamente.

La maggior parte dei clienti, appena finito il piercing, mi dice che se lo immaginava molto peggio.

Ago sterile, strumenti e materiale

Il Rook viene eseguito esclusivamente con un ago sterile monouso, utilizzando strumenti completamente sterilizzati e gioielli in titanio implant grade ASTM F136, un materiale biocompatibile, privo di nichel e utilizzato anche in ambito medico.

Il gioiello iniziale: la bananina

Come primo gioiello si utilizza una barretta curva, chiamata comunemente 'bananina'. Non è una scelta casuale: la sua forma segue perfettamente l'anatomia del piercing, riduce le tensioni sui tessuti e favorisce una guarigione più tranquilla.

Molte persone vedono fotografie di Rook con piccoli anellini e pensano che vengano inseriti subito. In realtà non è così. L'anello è un gioiello che può essere preso in considerazione soltanto quando il piercing è completamente guarito e stabile.

Il gonfiore iniziale e il downsizing

Nei primi giorni è assolutamente normale che il Rook si gonfi leggermente. Per questo motivo la bananina iniziale viene scelta con una lunghezza adeguata, così da lasciare lo spazio necessario al gonfiore senza comprimere la cartilagine.

Quando il gonfiore è completamente scomparso, dopo alcune settimane, è consigliabile effettuare il downsizing, cioè sostituire la barretta con una della misura corretta. Questo rende il piercing più stabile, riduce i movimenti del gioiello e favorisce una guarigione migliore.

Tempi di guarigione

Per quanto riguarda la guarigione, bisogna armarsi di pazienza. Generalmente servono dai sei ai nove mesi, anche se in alcune persone possono volerci anche dodici mesi. La cartilagine guarisce lentamente e ogni organismo ha tempi diversi.

Posizione protetta, ma attenzioni quotidiane

Uno dei vantaggi del Rook è la sua posizione. Essendo collocato all'interno dell'orecchio, è abbastanza protetto dagli urti accidentali. È meno facile impigliarlo nei capelli o nei vestiti rispetto a un Helix. Questo non significa che non possa irritarsi, ma sicuramente è meno esposto ai piccoli traumi quotidiani.

Bisogna comunque fare attenzione quando si dorme sempre sul lato del piercing, quando si utilizzano cuffie molto grandi oppure durante la pulizia dell'orecchio.

La regola d'oro: meno si tocca, meglio è

Come per tutti i piercing, anche qui vale una regola fondamentale: meno si tocca, meglio è. Non bisogna girare il gioiello, non bisogna continuare a muoverlo con le dita e non bisogna cambiarlo prima del tempo. Ogni manipolazione inutile può irritare il canale e rallentare la guarigione.

Nei primi giorni è normale osservare un leggero gonfiore oppure una piccola quantità di linfa trasparente o giallo chiaro. Fa parte del normale processo di guarigione e non deve essere confusa con un'infezione.

Possibilità estetiche finali

Una volta completata la guarigione, il Rook offre tantissime possibilità estetiche. Si possono scegliere bananine con gemme, opali, terminali decorativi oppure, se l'anatomia lo consente e il piercing è perfettamente guarito, anche alcuni modelli ad anello. La scelta del gioiello finale dipenderà sempre dalla forma dell'orecchio e dal risultato estetico che si desidera ottenere.

Il consiglio più importante

Il consiglio finale è quello che considero il più importante: scegliete sempre un professionista che valuti attentamente la vostra anatomia, utilizzi materiali certificati e vi accompagni durante tutta la guarigione.

Il Rook è uno dei piercing più eleganti che si possano realizzare, ma proprio perché dipende così tanto dall'anatomia richiede esperienza, precisione e tanta attenzione. Se eseguito correttamente e seguito con pazienza, è un piercing capace di valorizzare l'orecchio in modo discreto, raffinato e assolutamente unico.